Sei dipendente dalla Tecnologia?

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Immagine tratta da “Mercedes-benz”

“La virtù di rispondere alla ragione e alla verità esiste in tutti noi. Putroppo c’è anche, in noi, la tendenza a rispondere alla falsità e alla sragionevolezza, soprattutto nei casi in cui la falsità evochi una qualche gradevole sensazione, o quando l’appello alla sragionevolezza tocchi una corda sensibile nelle profondità primitive e subumane del nostro essere.”

Le parole di A.Huxley colgono in pieno l’essenza della crisi dell’uomo moderno.

L’epoca in cui viviamo ci sottopone ad un’inevitabile serie di stimoli che, più o meno indirettamente, sta cambiando il nostro modo di interagire, di sfruttare le nostre capacità individuali.

 La Tecnologia rappresenta uno degli aspetti più ambigui del mondo moderno: da un lato ha favorito la rapidità di comunicazione, ha agevolato ogni tipo di azione quotidiana, dall’altro, ha creato una sorta di sottile dipendenza che rende l’uomo vulnerabile, talvolta persino incapace di sopportare l’assenza di qualche dispositivo elettronico, quindi di Internet.

tecnologia

Recentemente, Intersperience, un ente di ricerca sui consumatori, ha condotto uno studio su 1000 persone in un’età compresa tra i 18 e i 65 anni: dopo aver preso parte ad un questionario, i partecipanti venivano impossibilitati alla connessione per 24 ore consecutive.

Le risposte al test sono state diverse e di variabile intensità: il 53% ha avvertito sensazioni di disagio nell’assenza di Internet, il 40% ha dichiarato di essersi sentito solo senza poter comunicare online con i propri amici, altri hanno esibito sintomi simili a crisi di astinenza da alcool e droghe.

Quest’ultimo dato è di particolare rilevanza per comprendere che questo aspetto della tecnologia giunge a toccare gli aspetti più intimi dell’individuo: la comunicazione, in tutti i suoi lati espressivi, è stata sintetizzata in messaggi brevi di ogni sorta, in Internet si lavora, si gioca, si parla e si corteggia persino.

internet comunicazione

Se l’assenza di internet sarebbe problematica per le masse, per alcuni significherebbe addirittura depressione, isolamento, inquietudine.

Alcuni studiosi definiscono Popcorn Brain l’assuefazione cerebrale ai molteplici stimoli della tecnologia. In effetti, il cervello è un organo malleabile: non rimane indifferente alla vita che svolgiamo, ma si modifica in relazione alle nostre esperienze. Questo nuovo mondo bidimensionale ha accorciato tempi di concentrazione, ha portato ad un mutamento della sfera linguistica e più in generale delle abilità comunicative, ha ridotto significativamente le capacità di astrazione.

tecnologia e cervello

Ovviamente la portata di questi cambiamenti è soggettiva: le capacità si sviluppano o si perdono in base agli stimoli che il cervello riceve.

Ciò può assumere un’accezione positiva se si considera, ad esempio, che gruppi di ricercatori stanno sviluppando un chip elettronico che permetterebbe ad un individuo paralizzato di muovere un arto artificiale allenando specifiche aree cerebrali, ossia col solo pensiero.

chip

Il confronto con la tecnologia sta modificando l’essere umano nella sua più profonda essenza, ma il modo di elaborare gli elementi di questo cambiamento è soggettivo e complesso.

“Come tutte le scoperte, le potremo usare per il bene e per il male. In mano allo psichiatra potranno diventare un’arma contro le malattie mentali; in mano al dittatore vincere la battaglia contro la libertà. Più probabilmente, giacché la scienza è imparziale e olimpica, quelle droghe serviranno a far schiavi e liberi, a sanare, e a distruggere.”

About Corma

Corma

“Corma” lavora e studia nel campo della traduzione interculturale. Viaggia appena può e quando resta ricerca, esplora, sviscera idee, scoperte, arti e letterature.