Un resort di lusso? No, il carcere in Norvegia

Il problema delle carceri è uno di quelli che investono uno Stato civile, che per prima cosa deve decidere se concepire l’idea della prigione come luogo per far scontare una pena o come luogo di recupero. V’è da dire, tuttavia, che in tutta questa interessante disputa sarebbe opportuno e giusto non dimenticare mai sia il reato e sia la vittima. Per essere ancora più chiari, è facile pensare al recupero di chi si macchia di un reato dimenticando però cosa ha fatto e chi l’ha subito.

Carcere in Norvegia

In Norvegia, Paese che ha comunque un tasso di criminalità molto basso rispetto ai dati italiani, si è scelto di percorrere la strada delle case circondariali che sono più simili ad hotel a cinque stelle, dove vengono offerti servizi degni di un resort di lusso.

carceri norvegesi

 Credo che, come dicevano gli antichi saggi, in medio stat virtus, e cioè il carcere non deve divenire una “palestra” o un “centro di specializzazione” per i criminali; nello stesso tempo non può essere neppure un luogo di villeggiatura, quasi che possa essere percepito come un premio anziché come una punizione nel venire privato della libertà.  Chi commette un reato è giusto che ne paghi le conseguenze; per le attenuanti vi sono i tribunali che decidono le pene.

carcere norvegia

In Italia la situazione delle carceri è drammatica

Il vero problema comunque è che nel nostro Paese la popolazione carceraria è formata principalmente da extra comunitari, entrati come illegali con il termine improprio di migranti (un termine molto “soft” utilizzato ormai da tutti i media per indicare quelli che sono a tutti gli effetti clandestini), che poi drammaticamente vanno a infoltire, divenendo manovalanza, la criminalità. In Norvegia non esiste il termine migrante inteso come nel nostro Paese, per cui i controlli vengono effettuati con maggiore attenzione e severità.

carcere italia

 

Seguire le orme della Norvegia? La loro decisione di creare strutture carcerarie simili ad alberghi di lusso, per quanto riguarda in Italia – di fatto abbandonata a sé stessa nel ricevere chi entra illegalmente con barconi per lo più – allo stato dei fatti rischierebbe di essere un incentivo a perpetrare reati. Oggettivamente quale deterrente sarebbe trascorrere anche dieci anni o più in un tipo di carcere come quello norvegese, con tutte le agevolazioni consentite, dopo aver rapinato magari dieci milioni di euro, aver trafficato in droga, ucciso qualcuno o avergli fatto violenza? In tempi di crisi forse è meglio non pensarci, perché molti sarebbero, paradossalmente pronti a dedicarsi a quello che mai si dovrebbe fare.

About Rometta

Rometta

Giornalista e scrittrice. Il mio slogan? “La curiosità fa parte integrante dello scrivere”. Sono appassionata di sport (ho il patentino di Tecnico rilasciato da Coverciano), di cucina (mi rilassa tra uno scritto e l’altro) e di origami (arte giapponese del piegare la carta). Sono una inguaribile ottimista e per me la bottiglia è sempre mezza piena!