L’indonesia ed il frutto proibito

Per la sua posizione geografica a cavallo dell’equatore, l’Indonesia è un Paese ricco di molte varietà di piante tropicali e la sua frutta è una delizia per gli occhi, l’olfatto e il gusto, per i suoi colori accesi, le forme insolite agli occhi di un occidentale, il profumo dolce e fresco, la polpa succosa.

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Indonesia

La vaga idea di frutta tropicale che si può ricavare da un succo confezionato, reperibile in un comune supermercato, è davvero nulla se paragonata alla delizia di un succo fresco di papaya, di un frullato al mango o di una noce di cocco ancora verde e ricca di latte.

Eppure uno strano frutto, il durian, noto in tutto il Sud Est asiatico, si trova suo malgrado in bilico tra le lodi dei suo amanti e il disprezzo dei suoi denigratori. E la sua fama, probabilmente, è tutta merito dei secondi.

durian

Il durian, la cui lunghezza può arrivare a 30 cm, è un frutto dalla forma di una palla da rugby, con una spessa buccia verde ricoperta di grosse spine dalla punta tondeggiante. Al suo interno, si trovano semi grandi come noci, ricoperti da una polpa gialla dal sapore dolce e prelibato.

Inoltre, essendo ricco di zucchero, vitamina C, potassio e altri minerali, è annoverato tra i frutti più indicati per rigenerarsi durante una giornata particolarmente afosa.

E quindi a cosa deve la ripugnanza che molti provano nell’assaggiarlo e le smorfie di disgusto al solo sentire il suo nome? Al suo cattivo odore! Il durian è maleodorante come un’inverosimile mistura di sudore, vernice e cipolle andate a male.

Durante la stagione secca, da maggio ad agosto, il durian si trova dappertutto e può essere acquistato a buon mercato. Ma il suo cattivo odore si può avvertire perfino passando velocemente in scooter davanti alla bancarelle (come si può immaginare, in genere non è venduto insieme ad altra frutta), mentre è ancora chiuso nella sua spessa buccia. E, una volta aperto, il suo asfissiante “profumo” può provocare nausea e talvolta conati di vomito.

Questa sua poco invidiabile caratteristica gli ha riservato nel tempo un sempre più diffuso divieto ad introdurlo nei luoghi pubblici. Quasi ovunque si trovano adesivi che ne vietano il trasporto in taxi e in autobus, l’ingresso in centri commerciali, hotel e nelle più sporche pensioni a basso costo.

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Dunque, se il coraggio e la voglia di fare nuove esperienze vinceranno sull’odore disgustoso, un turista in viaggio in Indonesia potrà assaggiare il durian e decidere da che parte schierarsi, tra chi lo ama o chi lo odia. Potrà anche condividere il suo apprezzamento o disgusto con amici e parenti rimasti a casa, per telefono, e-mail o sul suo blog di viaggio.

Ma portarne uno a casa sarà un’impresa ardua: le compagnie aeree locali lo hanno incluso nella lista di oggetti che è vietato imbarcare sui velivoli, al pari di ben più pericolose armi da fuoco, coltelli, forbici ed esplosivi.

About Claudia Manzella

Claudia Manzella

Antropologa italiana, con sede attuale in Indonesia, dove suona il gamelan, insegna italiano e diffonde l’amore per la pasta. Tra i suoi principali interessi: diritti dei popoli indigeni, cooperazione internazionale, melting pot culturali, religioni, etnomusicologia. Appassionata a tutte le bizzarrie del comportamento umano.