La privacy sul web? Mera utopia!

Sul web molti hanno gioito, altri hanno gridato entusiasti “Finalmente!”, ma pochi hanno compreso che la legislazione per i cookie conosciuta come EU Cookie Law è l’ennesima presa in giro; solo fumo negli occhi. Con questa mossa si è pensato di difendere il diritto alla privacy.

Cookie web

In teoria oggi in base alla nuova normativa i cookie non possono essere attivati senza un consenso espresso dall’utente. In pratica queste stringhe sono dei veri e propri “biscotti” magici conosciuti con il termine inglese cookie e nessuno al mondo può garantire che non vengano attivati autonomamente a prescindere se si sia o meno d’accordo. Nel momento in cui ognuno di noi naviga da un sito all’altro questi “biscotti” memorizzano tutte le varie informazioni che noi utenti lasciamo come le molliche di pane di Pollicino. Questo potente mezzo raccoglie tutti i dati sulle nostre preferenze e soprattutto su cosa vediamo, a cosa siamo interessati, e questo proprio per fornire preziosi dati che grandi società altamente tecnologiche raccolgono e poi le vendono ai vari gruppi economici e politici.

La questione della privacy è forse una dei più grandi bluff dei nostri tempi. Tutti si riempiono la bocca di questo termine, dimenticando che ogni giorno in ogni momento si lasciano gratuitamente e senza accorgersene preziose informazioni che arricchiscono queste numerose società. Con la privacy si pensava di essere esenti dalle indagini di mercato che ogni giorno vengono compiute, ad esempio, dai vari operatori telefonici, che ci bombardano con proposte allettanti; con la legge sulla privacy si credeva di arginare la richiesta di informazioni sui nostri gusti e preferenze nel momento in cui ritiriamo una tessera di fedeltà emessa da supermercati per avere sconti. In questo campo la libertà è una pia illusione che non può e non verrà mai tutelata veramente da nessuna legge proprio perché è alla base dell’economia di vendita. Sapere i nostri bisogni, guidare i nostri bisogni significa aumentare le vendite.

Osservare la città

Ma nessuno si è mai fermato un secondo a riflettere su quanti apparati tecnologici abbiamo nelle nostre case? Quanti inutili e dispendiosi doppioni, triploni, quadruploni, eccetera vi siano? Eppure, si è spinti a comprare. La colpa non è dei cookie, la colpa è nostra che pensiamo alla privacy. Nella nostra bella lingua esiste la parola riservatezza e sappiamo bene quale fine abbia essa fatto. Ma oggi siccome domina la lingua inglese si adotta la privacy reputando, pensando stupidamente che in nome di essa vi siano reali leggi che la tutelino. Ma è una pura illusione, come appena detto, come pure una grande stupidità. Se invece di utilizzare i cookie mettessero, ad esempio, una persona davanti ad una pizzeria per osservare che tipo di clientela la frequenta, come si veste, con che macchina viene, cosa mangia, quanto spende non sarebbe uguale? Ma chi direbbe però qualcosa vedendo questa persona? Nessuno. Non si deve avere paura, se si ha la coscienza pulita. Tutti si preoccupano della presenza dei cookie, ma nessuno si meraviglia che ancora oggi esistano persone completamente sconosciute al fisco. Misteri italici. Le nostre cassette della posta sono pieni di messaggi pubblicitari, riviste non richieste eppure nessuno ha mai parlato o sollevato realmente e fattivamente il problema della privacy. Nei tempi passati esistevano i messaggi subliminali, che erano veramente invasivi e pericolosi perché si insinuavano subdolamente nelle nostre menti, utilizzati per vari scopi oggi i cookie o biscotti sono invadenti, possono certamente molto infastidirci, ma alla fine ci si deve ricordare che deve essere l’intelligenza umana a saper fare le scelte e che non ci si deve far condizionare. Ecco la vera legge, ecco la vera normativa.

About Rometta

Rometta
Giornalista e scrittrice. Il mio slogan? “La curiosità fa parte integrante dello scrivere”. Sono appassionata di sport (ho il patentino di Tecnico rilasciato da Coverciano), di cucina (mi rilassa tra uno scritto e l’altro) e di origami (arte giapponese del piegare la carta). Sono una inguaribile ottimista e per me la bottiglia è sempre mezza piena!