Italiani, popolo di Santi, poeti, navigatori e… fumatori

Fino a quando nel 1492 Cristoforo Colombo sbarcò nell’isola di San Salvador l’uso del tabacco nel vecchio continente era completamente sconosciuto. Dopo appena cento anni da quando il navigatore genovese vide per la prima volta un uomo fumare, l’uso del tabacco si diffuse a macchia d’olio in tutto il mondo. Oggi, consultando il rapporto annuale sul fumo del 2012, si scopre che nel nostro Paese i fumatori sono 10,8 milioni, e rappresentano il 20,8% della popolazione con più di 15 anni. La disciplina che regola il settore del tabacco in Italia è molto articolata, ma quello che è facilmente comprensibile che i proventi derivati dalla vendita di tutto quello che riguarda il tabacco arricchisce notevolmente l’erario, essendo il prodotto monopolio di stato.

fumatori e non

Nel Bel Paese, 80 mila morti all’anno per il fumo

Il fumo risulterebbe essere la prima causa di morte in Europa, e mieterebbe 750 mila vite all’anno; nella sola Italia i morti sarebbero 80mila. Cifre che fanno rabbrividire. Oggi quindi un fumatore è informato e quindi è conscio dei danni che il suo fisico subisce fumando. Quello che invece ancora è sottovalutato sono i danni riportati dai non fumatori, cioè quella parte della popolazione che non fumando subisce il cosiddetto fumo passivo. Comunque bisogna ammettere che nel nostro paese ci si sta affannosamente mettendo in regola e fumare in luoghi pubblici è divenuto per fortuna quasi totalmente impossibile. Alla base di tutto comunque deve vigere sempre la buona creanza anche nei luoghi ove tale divieto non è espresso. Se ci si trova ad esempio in casa di amici o conoscenti non bisogna accendersi sigarette, pipe o sigari se nessuno fuma e in ogni caso è meglio astenersi in presenza di donne in gravidanza e bambini. Semplici ed elementari regole che dovrebbero essere applicate senza la necessità di leggi.

Sigarette elettroniche, troppe incognite

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Certo qualche fumatore ha cercato di ovviare alla questione ricorrendo alle sigarette elettroniche, ma su l’utilizzo di questo particolare apparecchio le “campane” sono alquanto discordanti e quindi il giudizio su tale sigaretta rimane congelato in attesa di responsi più chiari. Troppe le incognite sia sulla loro effettiva efficacia nell’aiutare un fumatore a smettere con il suo “vizio” sia soprattutto sulle conseguenze per la salute. Una recente inchiesta ha rilevato la presenza di cadmio, cromo, piombo e arsenico e altri metalli cancerogeni o tossici. Veleni trovati all’interno di alcuni liquidi per sigarette elettroniche nel corso di analisi condotte dall’Università Federico II di Napoli. Sulla questione è intervenuto anche il Codacons che ha chiesto controlli e sequestri a tappeto in tutta Italia e, soprattutto, regole certe. Comunque sigaretta elettronica o meno la cosa migliore resta non fumare. Oltre al nostro fisico ne risentirebbe positivamente anche il nostro il portafoglio visto il costo dei vari sigari tabacchi e sigarette.

About Rometta

Rometta
Giornalista e scrittrice. Il mio slogan? “La curiosità fa parte integrante dello scrivere”. Sono appassionata di sport (ho il patentino di Tecnico rilasciato da Coverciano), di cucina (mi rilassa tra uno scritto e l’altro) e di origami (arte giapponese del piegare la carta). Sono una inguaribile ottimista e per me la bottiglia è sempre mezza piena!