Caffè Luwak: Un caffè di seconda “mano”

L’Indonesia, arcipelago del Sud Est Asiatico che si estende per circa 5000 km lungo dell’equatore, vanta la produzione di molte varietà di the e caffè eccellenti, esportati ed apprezzati in tutto il mondo.

Caffè Kopi Luwak

Nelle isole di Sumatra, Giava e Sulawesi, in particolare, viene prodotto il caffè più pregiato e costoso al mondo. Il suo prezzo all’ingrosso si aggira intorno a un milione di rupie indonesiane (100 dollari) al chilo per la varietà “robusta”, mentre quella arabica può arrivare a sfiorare i tre milioni.

Il costo elevato è dovuto alla sua rarità, al suo sapore di gran lunga meno amaro del solito caffè e al complicato processo di produzione.

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La torrefazione, infatti, non è effettuata sui semplici semi di caffè, ma su chicchi precedentemente ingoiati e parzialmente digeriti da parte del luwak, un roditore delle foreste indonesiane conosciuto in italiano come “zibetto delle palme”. L’animale, oltre a dare il proprio nome alla bevanda, chiamata appunto Kopi (caffè) Luwak, svolge anche la parte principale del lavoro.

Il roditore seleziona dall’odore i migliori semi di caffè, scegliendone in media un chilogrammo ogni due; li mangia, ma ne metabolizza soltanto la parte esterna, espellendone poi i chicchi tra le feci.

I produttori raccolgono i chicchi tra gli escrementi e, dopo averli lavati sotto l’acqua corrente, li lasciano essiccare al sole per venti giorni. Ricavano, dopo questo processo, soltanto 100 grammi di caffè secco. A questo punto procedono alla tostatura, come normalmente avviene per altre varietà.

La differenza principale tra il Kopi Luwak e altri tipi di caffè è data appunto da quello che succede prima che esso sia tostato. La parte esterna dei chicchi di caffè è ricca di proteine, che conferiscono il tipico sapore amaro alla bevanda. Il roditore, interessato proprio all’apporto proteico di queste bacche, utilizza per il suo nutrimento solo l’involucro esterno, mentre il seme interno viene defecato dopo essere stato sottoposto a una sorta di fermentazione naturale ad opera degli enzimi contenuti nell’apparato digerente del luwak.

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Seppure conoscere le “umili origini” di questo caffè potrebbe far storcere il naso a molti, l’attuale produzione nella solo provincia di Lampung, nell’isola di Sumatra, coinvolge 200 famiglie di agricoltori  e vende tra 140 e 150 tonnellate all’anno. E’ chiaro, quindi, che questa bevanda realizzata in modo a dir poco insolito riscuota grande successo nel mondo. Lo dimostra anche il fatto che i suoi ammiratori negli Stati Uniti arrivano a pagare fino a 50 dollari per una singola tazza di caffè Luwak.

About Claudia Manzella

Claudia Manzella

Antropologa italiana, con sede attuale in Indonesia, dove suona il gamelan, insegna italiano e diffonde l’amore per la pasta. Tra i suoi principali interessi: diritti dei popoli indigeni, cooperazione internazionale, melting pot culturali, religioni, etnomusicologia. Appassionata a tutte le bizzarrie del comportamento umano.