11 settembre 2001: una ferita che sanguina ancora

Quando l’11 settembre del 2001 le prime immagini e le prime agenzie di stampa corsero sul web il mondo rimase a bocca aperta. Io quel giorno avevo la tv accesa ed ho seguito attimo per attimo, fin dal primo istante, tutta l’evolversi della vicenda.

11 settembre
Una delle tante immagini che girano sul web dell’11 settembre 2001

Il cuore dell’America era stato colpito. Un gruppo di terroristi aveva compiuto un qualcosa che sembrava impossibile che si potesse realizzare. Il lassismo e il conformismo permettono il crearsi nelle maglie della sicurezza enormi varchi che persone decise e senza scrupoli possono facilmente utilizzare per i loro folli fini. La possente America, la più grande macchina economica, la Nazione in grado di poter fotografare tramite i loro satelliti una targa di autovettura in qualsiasi parte del mondo era stata colpita nel orgoglio. Il garantismo non può essere applicato nella sua forma letteraria. L’11 settembre né è la prova lampante. Non tutti comprendono nel giusto senso e sanno apprezzare i diritti costituzionali. Questi elementi divengono vere e proprie armi nei confronti del terrorismo, che certamente non ha nessun interesse nel comportarsi in maniera corretta e franca. L’11 settembre è stato sancito che gli attuali standard di sicurezza sono lacunosi e macchinosi.

Bin laden

Nel complesso quel giorno vi furono ben quattro attacchi suicidi compiuti da terroristi appartenenti a al-Qa’ida, terroristi che non erano uomini ignoranti venuti dal deserto, ma ben istruiti, le cui visioni del mondo erano ben formate. Cosa avvenne e come avvenne è oramai conosciuto a tutti, però quello che ancora oggi a distanza di tempo non è stato appreso è il suo reale e drammatico significato. Ancora oggi si vede nel mondo mussulmano un alleato più che un potenziale nemico, nell’integralismo e nel fanatismo dei mussulmani non si riesce a travedere la tracotanza che hanno nei nostri confronti e come nella realtà ci considerino. Prova lampante i terroristi “dormienti”, persone in apparenza – ma solo in apparenza – ben integrate.

Se l’attentato avvenuto in America come portata e impatto è stato sicuramente dirompente, il mondo ancora una volta si è fatto cogliere impreparato proprio per il suo buonismo nei confronti dei mussulmani integralisti. Eppure di attentanti a firma di vari gruppi terroristici nei tempi precedenti, come ancora oggi, ve ne sono stati tantissimi, ma siccome principalmente riguardavano gli ebrei e al massimo qualche americano di origine ebraica l’opinione pubblica si è sempre comportata come lo struzzo, cioè ha messo la testa sotto la sabbia.

Alle Olimpiadi del 1972 a Monaco di Baviera un commando di terroristi appartenente alla famigerata organizzazione Settembre Nero, fece irruzione negli alloggi israeliani del villaggio olimpico, uccidendo subito due atleti che avevano tentato di opporre resistenza e uccise in seguito gli altri nove membri della squadra olimpica di Israele che aveva preso in ostaggio. Il mondo non capì allora, come non ha capito la lezione dell’11 settembre. Ancora oggi se a Tel Aviv un terrorista mussulmano si fa saltare in aria in un centro commerciale uccidendo numerosi bambini, donne e innocenti passanti, nessuno si irrita, anzi si assistono a scene di giubilo non solo nei paesi mussulmani, ma anche qui da noi. Il mondo a condannato Hitler per aver ucciso milioni di ebrei, ma non Stalin che fece la stessa cosa, eppure non riesce a vedere cosa sia l’integralismo mussulmano. Si dice che siamo schiavi del petrolio arabo, ma anche questa è una scelta politica. Le alternative che già esistono non vengono ad essere prese in seria considerazione e vengono osteggiate. Ecco il vero problema. L’integralismo mussulmano si foraggia con i proventi derivati dal petrolio e le banche che detengono i conti correnti di questi “onesti” affaristi godono nel poter avere a disposizione tali cifre per poter lucrare. Durante il vile attacco avvenuto l’11 settembre del 2001 l’America ha riscoperto il proprio nazionalismo, la propria forza, il proprio eroismo.

About Rometta

Rometta
Giornalista e scrittrice. Il mio slogan? “La curiosità fa parte integrante dello scrivere”. Sono appassionata di sport (ho il patentino di Tecnico rilasciato da Coverciano), di cucina (mi rilassa tra uno scritto e l’altro) e di origami (arte giapponese del piegare la carta). Sono una inguaribile ottimista e per me la bottiglia è sempre mezza piena!